I cormorani vengono usati per la pesca. Si gettano sott’acqua come pesanti calamite e quando riemergono il pescatore stringe il laccio che cinge i loro colli lunghi e neri come la pece, per farli rigurgitare.
Vengono usati e lo scoprono solo alla fine. Magari vorrebbero cavar via gli occhi del pescatore con i loro becchi adunchi, ma non lo fanno. Si rigettano in acqua ogni volta con lo stesso stupido entusiasmo. Sono creature ottusamente fiduciose.
Io sono sempre stato così, stupido cormorano ottuso. Troppo pavido per ribellarmi all’ordine delle cose, troppo pigro per cambiarlo.
Sono sempre stato così, fino alle ore 9:00 dell’11 gennaio 2017.
Prima di tutto voglio sottolineare che io non odio i cani. Non odio nessun animale in generale, quindi non rientro nella top-ten delle caratteristiche dei bambini serial killer prodigio. Non ho mai sezionato rane, né pungolato corpi inermi di lucertole. Sì è vero, una volta ho dato fuoco al fienile dei vicini, ma è stato un incidente, o almeno credo.
Però sono umano, quindi qualcosa o qualcuno devo odiare.
Io odio la signora Pellini.
La odio così tanto che ho deciso di ucciderla e l’ho deciso proprio l’undici gennaio 2017 alle ore 9:00 in punto, orario in cui lei svolta l’angolo del palazzo col suo cane toy, ottuagenario barboncino, assai somigliante a quelle spugnette di fil di ferro che si usano per raschiare il fondo delle pentole incrostate.
Ore 9:15.
Sto pensando ai mille modi in cui potrei ucciderla, ma credo che alla fine dovrò sceglierne uno solamente.
Attenzione però, io non odio la signora Pellini senza motivo. Sono un uomo razionale e so che per uccidere qualcuno ci vuole un motivo sensato, almeno sensato per l’omicida.
Ebbene, io la odio perché esiste.
Esiste il suo sorriso falso sbeccato di rossetto corallo Chanel, esistono i suoi capelli bianco azzurrini, cotonati come le parrucche dei giudici inglesi, esistono le sue scarpette di vernice nera e il loro ticchettio assordante attorno alla mia postazione di guardia, esiste la sua consapevole superiorità economica e soprattutto esiste quel suo merdoso barboncino!
Occhio che “merdoso” non è un insulto buttato a caso per essere solo scurrile. È proprio un barboncino merdoso nel senso che soffre di incontinenza e la fa ovunque e ovviamente essendo il suo un problema di “liquidità emotiva” la signora non si disturba nel tentativo di raccogliere le sue mattutine “gocce di rugiada e pepite d’oro”. Quello è compito mio, io sono il portiere quindi io e la mia dignità ci mettiamo in fila ogni mattina e raccogliamo i frutti del mattino.
Per questo la ucciderò.
Chissà che farebbe la signora Pellini se sapesse che ho deciso la fine della sua esistenza a causa del suo rognoso batuffolo…
Forse se ne libererebbe, ma non sarei sincero se non ammettessi che la ucciderei comunque. Si perché è lei a non raccogliere le pepite fumanti della bestiola e comunque so per certo che c’è qualcosa in quel suo falso sorriso Polident da ricchi sbeccato di color corallo Chanel che mi fa desiderare di affondarle le dita tra le grinze rugose della pelle del collo fino a soffocarla o almeno fino a farle schizzare via la collana di perle e perché no gli occhi dalle orbite.
Quindi lo farò: la ucciderò.
Prima però fatemi raccogliere questa porcheria da terra.