il Blog di una Scrittrice Professionista #isabellasaffaye

Dopo varie indecisioni e false partenze, finalmente ho un blog tutto mio, con foto, nome, sfondo e una serie di vocine sulla bacheca, che mi permettono di postare qualsiasi cosa nel limite della legalità… E adesso? Adesso viene la parte noiosa, la parte dove tocca a me, la “Blogger”, fare i compiti a casa. Lo scrivo con arroganza in maiuscolo solo per darmi un tono, come quando appena laureata ti chiamano “dottoressa”, e tu ti guardi attorno per vedere con chi ce l’hanno. Perché davvero questo ruolo non è facile come pensavo. Assurdo no, come si sminuisca sempre il lavoro altrui, credendo di poterlo imparare in due minuti. Pensate a quando si va a fare la spesa dal macellaio, le frasi che si sentono il più delle volte sono queste: “Perché non si sbriga? Che ci vuole a tagliare due fette di prosciutto?”. Poi una volta nella vita prendete voi l’affettatrice in mano e vi amputate il braccio. Quindi, come diceva un mio caro amico padovano riguardo affermazione prevenute e l’andarci piano in generale: “Pian col fajan, che la poenta xe poca!” Confrontandomi con i miei guru del ciberspazio, ho mio malgrado scoperto che, se si vuole attuare e portare a termine un blog serio, ci si deve impegnare ben più che scrivere articoletti ogni morte del papa, come un marmocchio che si scaccola saltuariamente e poi osserva tutto fiero il suo tesssssoro verdastro. Tenere un blog consiste innanzitutto in un lavoro costante. Bisogna seguirlo, crescerlo e migliorarlo come un bimbo. Se non vuoi che venga emarginato devi vestirlo, nutrirlo e soprattutto educarlo, sennò rimarrà tutto solo, con le ginocchia sbucciate e la candela al naso, nella vasca di sabbia del parco giochi. Quindi, professato il mio personale atto di dolore, mi sono per forza di cose dovuta chiedere quali fossero le finalità del mio blog. E voglio che i miei due webmaster lo sappiano, questo è uno dei pochi concetti che ora ho chiari in mente, e non mi fanno riposare bene la notte: un blog deve avere uno scopo! Basta solo capire qual’ è il mio. CHI SIAMO? DOVE ANDIAMO?DA DOVE VENIAMO? Ok, ora a parte la teatralità tipo “2001 Odissea nello spazio”, mi sono informata un po’. In fondo anche se sono una rapa in ambito informatico, so pur sempre leggere. Perciò ho gironzolato un po’ per i vari siti, e ho trovato dei concetti interessati, che mi sono stati d’aiuto nella determinazione del mio cibernetico scopo! Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “diario di rete”, non sono testi unici, ma raccolte di testi, e ve ne sono di taaaaaanti tipi, non è semplice classificarli. Sul web è presente un elenco di categorie inquietante: social blog, , photo blog, blog collettivo, blog aziendale, blog tematico, blog vetrina, blog politico, video blog, blog letterario, blog didattico, audio blog, blog novel… Insomma se mi fossi messa a studiare le finalità di tutti questi blog, probabilmente ora mi starei facendo le piste di Tachipirina Flash, ma per fortuna mamma Wikipedia è arrivata in mio aiuto con la sacra triade: Blog diario: nel quale ci puoi scrive racconti, e fatti come un tuo diariuccio, ovviamente non segreto. Blog tematico: dedicato a un argomento specifico, come il makeup, cinema, cucina etc. Blog letterario: in questa categoria possono rientrare i blog dedicati ai romanzi, ai cartoni animati, ai telefilm e ai film etc. Quindi ecco la mia prima risposta: vorrei che il mio blog fosse un mix tra il blog diario e il blog letterario. Io ho scritto un romanzo, e quindi mi pare ovvio che mi capiterà di parlarne, potrò esporre degli stralci e inserirne alcuni del nuovo romanzo che sto scrivendo. Inoltre amo moltissimo leggere, specie il genere thriller, horror e noir e spesso rimugino su frasi o concetti di testi altrui che mi hanno colpito, perciò: perché non “rimuginare insieme”? Blog diario, perché amo scrivere i miei pensieri con la stessa libertà e mancanza di pudore che può dare un diario, con però la piacevole consapevolezza dell’assenza di segretezza. Ora credo di passare alla domanda principale: a cosa serve il mio blog? Dunque, ho pensato che se qualcuno mi avesse chiesto: a cosa è servito il tuo libro? Beh avrei risposto che nel caso non fosse piaciuto, un libro si può sempre riutilizzare come ferma porta o per livellare un piano. Anche per darsi lo smalto conosco libri molto adatti. Ma un blog… A cosa deve servire? A chi deve servire? Ok! Partendo dal concetto che per me, la prima cosa che spinge l’homo sapiens a fare qualsiasi cosa è grossomodo sempre la stessa, cioè ottenere benefici, a mio parere un blog è un modo per inviare i miei messaggi su base regolare a un sacco di persone. Esso fa sì che i tuoi lettori sappiano tutto di te. Ti umanizza e concretizza ai loro occhi, ed è questa una delle necessità di uno scrittore esordiente, portare la propria immagine, mente e, Dio volendo, lavoro, verso l’esterno, facendoli sbrilluccicare alla luce della rete, possibilmente più di quelli degli altri! In sostanza, è uno straordinario strumento di reperimento e distribuzione di informazioni low cost. L’unica spesa che grava su di me è l’impegno costante per mantenerlo un “buon blog”! Se leggerete i miei articoli, non voglio mentirvi e non voglio che vi facciate idee sbagliate, non ne troverete riguardanti opinioni lapidarie sul settore letterario. Non mi cimenterò come una funambula senza rete nel dare altezzosi consigli da professionista su argomenti specifici, non per nulla sono un’esordiente. Nessun articolo intitolato “Come trovare un buon editore in dieci semplici step” e nemmeno “Come scrivere correttamente una sinossi”. Nessuna “Guida all’uso”. Solo una sorta di circolo letterario del tè delle cinque tra vecchie signore, dove io sono la padrona di casa che prepara la teiera e voi, se vi va, potete portare i biscotti. Quindi, alle domande: a cosa deve servire? A chi deve servire? Perché lo dovreste leggere? Rispondo: serve a me per esprimermi su fatti di tutti i giorni, attinenti alla mia vita da scrittrice esordiente. Per spazzolarmi via di dosso, quella patina polverosa di solitudine, di cui diciamocelo, siamo cosparsi quasi tutti noi esordienti, pur non essendone sempre consapevoli o non volendolo ammettere. Siamo isolati dietro al nostro libro, dietro alle nostre paure o anche dietro al nostro orgoglio cocciuto, che ci sussurra che siamo noi il nuovo King della situazione, basta solo che qualcuno magicamente ci scopra. Ma non funziona così, o almeno non per tutti, e ho scoperto che dopo un po’ ci si sveglia, si sbatte contro la dura realtà dei fatti esattamente come quando ci scoppia il sacchetto dell’aspirapolvere in faccia. Quindi, potrebbe servire a voi per dirmi la vostra su questi fatti e argomenti che vivo e spesso vedo trattati “asetticamente” nel web e assai poco umanamente. Perché a volte capita che ci si comporti come i gatti, che quando si sentono a disagio si gonfiano più del reale, per darsi un tono, per farsi spazio. Ecco, penso sia giusto mantenere la stima di se stessi e del lavoro che si è scelto di intraprendere tentando di rendersi solidi. Però la propria genuinità e l’essere a volte “scioccamente se stessi” credo sia essenziale. In sostanza, mi auguro, che questo blog ci possa servire a farci uscire dallo sgabuzzino delle scope!